
Ha vinto il Premio Positano "Leonida Massine" per l'arte della danza nel 1981 ed il Premio "Danza e Danza" alla Fenice nel 1994 come interprete italiana. Insegna danza e paux de deux, e ad oggi è etoile del Teatro San Carlo di Napoli dove si è diplomata. Giovanissima vince il concorso ed entra a far parte della compagnia di balletto dello stesso Tatro San Carlo dove partecipa alle produzioni con piccole parti da solista. Il suo primo ruolo da prima ballerina è stato quello di Mirtha nel balletto "Giselle" con la coreografia di Alicia Alonso al fianco di Carla Fracci e Paolo Bertoluzzi. Altri spettacoli che l'hanno vista protagonista sono stati "I sette peccati capitali" al teatro Massimo di Palermo, con la coreografia di Mario Pistoni, "Le silfidi" al Teatro Piccinni di Bari con la coreografia di Oleg Danowsky, "Il ballo Excelsior" (la Luce) con la coreografia di Ugo Dell'Ara.
Patrizia Manieri è una ballerina di grandi doti, capace di interpretare ruoli che spaziano dal repertorio classico a quello moderno, in balletti come "Raimonda" e "L'apres-midì d'un faune" con la coreografia e al fianco di Rudolf Nureyev; "Carmen" e "Il Pipistrello" coreografia di Roland Petit; "Apollon Musagete", coreografia di George Bilanchine; "La morte e la fanciulla" coreografia di Robert North; "Onegin" coreografia John Cranko. Ha lavorato con partners come Charles Jude, Gheorghe Jancu, Rex Harrington, Ciryl Pierre in interpretazioni che la consacrano al ruolo di etoile del Massimo Partenopeo. Attualmente alterna al suo costante impegno come insegnante, quello di maitre du ballet e assistente alla coreografia nei maggiori Teatri Italiani.